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LE TRACCE DI VITA DEI LINKS. Un viaggio d’estate liberi di stare con noi stessiScende su di me pioggia di polvere, gocce di vita che vorrei saper amare… Ecco dove ci portano le gocce di vita di cui abbiamo parlato nel brano su Giorgia. Questo ritornello esce dalle casse della radio da due settimane e ci dice che è uscito l’album dei Links, Pioggia di polvere. Ci vuole veramente del coraggio a programmare un’uscita discografica in concomitanza con il festivalone di Sanremo ma forse la logica non è poi così sbagliata visto il livello dei pezzi sanremesi e soprattutto visto che la vera discriminante dell’industria musicale è la radio e i links vantano già più di un singolo trasmesso. Essendo questo il primo album della band le aspettative erano tante anche perché i singoli precedenti Ad ogni mio respiro e Seguimi facevano ben sperare. Effettivamente il cd merita di essere menzionato perché è qualcosa di fresco e non cupo come la media degli ultimi prodotti italiani, ad esempio i Tiromancino e Niccolò Fabi che seppure molto bravi ed intensi non spiccano per allegria. Per questo il cd dei Links si apre con la title-track dell’album Pioggia di polvere e subito ti viene voglia di correre urlare contro la pioggia, una pioggia positiva fatta delle esperienze della vita che ci hanno insegnato tanto ma solo adesso mentre sentiamo l’odore della polvere che noi stessi alziamo, riconosciamo ed impariamo ad amare. Stesse sensazioni forse solo più intime e legate a ricordi d’amore in Ad ogni mio respiro ed Il mio angelo, uno dei brani migliori di tutto il cd con un alternarsi di testo italiano e francese che crea un effetto stupefacente. E’ fantastico trovarsi a fantasticare con l’idea dell’amore senza sapere cosa accadrà domani cercando di rispettare gli altri ma soprattutto noi stessi e realizzando che dobbiamo prendere la vita come viene per noi e per il nostro angelo.. Passiamo attraverso le piacevoli Vivere facile che purtroppo somiglia terribilmente a Crazy di Seal e Seguimi che già conoscevamo dai numerosi passaggi radiofonici, ci dimentichiamo della purtroppo inutile cover-italiana di Woman in Chains dei Tears for fears, che pur essendo una splendida canzone qui risulta superflua, ed arriviamo alla cover di Ti sento dei Matia Bazar e si realizza quello che i Links ci chiedono dalle pagine del loro sito. Ci invitano ad immaginare un viaggio verso Ibiza e sentiamo subito il caldo sulla pelle e l’aria che entra dal finestrino, ci scompiglia i capelli ed i pensieri e diciamo grazie alla band per averci dato l’idea di questa vacanza, ne avevamo proprio bisogno.. Le voci calde e mature di Daniela Galli e Simone Valeo ci accompagnano e scaldano come soffi di un vento estivo come un’onda che avanza perché il tempo non è mai abbastanza. E’ confortante trovare nel panorama musicale italiano qualcuno che usi sapientemente ritmi trip-hop e drum’n bass e che non si appiattisca su formule collaudate e che pur non brillando sempre per originalità scriva ed arrangi pezzi cercando di creare un progetto che sicuramente si può sviluppare e può regalare ancora emozioni e vibrazioni.
Fabio Siri |