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IL BACINO FIRENZE NEL PORTO DI LIVORNO

Candidato Luca Barsotti :: Relatore Prof. Stefano Chieffi

Una tesi di laurea su livorno...
 

La nascita del progetto


Il progetto nasce come proposta di sviluppo di un’area del fronte portuale di Livorno e mira alla costituzione di un nuovo “quartiere funzionale” che si rapporti con il centro storico originario cercando di mutuarne i caratteri di quartiere sull’acqua e con il fronte portuale, che presenta fenomeni di disgregazione e dismissione.
Il nuovo “organismo urbanistico” vuole riconoscere con le sue funzioni e attrattive la posizione baricentrica dell’area portuale, rispettando nello stesso tempo l’identità storica di Livorno, che nasce proprio come città per il porto.
Nella struttura urbana di progetto sono così previste, stando anche alle indicazioni del Piano generale, le funzioni di stazione marittima, attività di servizio e commerciali, attività terziarie e ricettive, parcheggi pubblici e di servizio per il personale ed i viaggiatori. Il progetto si inserisce nelle previsioni di un nuovo sistema di accessibilità al porto, in diretta connessione con la strada di grande comunicazione Firenze-Livorno, prevedendo una nuova disposizione della strada urbana che costeggia la Cinta Daziaria, più discosta dalle mura stesse.
Si è resa necessaria la progettazione di una nuova stazione integrata, ferroviaria e marittima, ipotesi non contemplata dagli strumenti urbanistici e che potrà a sua volta funzionare da ponte alla vecchia stazione marittima sul Bacino Cappellini, da recuperare in quanto attualmente in disuso. La logica che guida questo tipo di intervento si pone in termini di durevolezza, ma anche flessibilità nel tempo e praticità di gestione.
La nuova stazione, inserita alla testa di una sequenza di episodi architettonici e spazi pubblici, deve dar luogo ad una serie di effetti indotti, di carattere funzionale e di valore morfologico per l’intera città e per il fronte portuale, definendo nuove vie di accesso alle banchine per il traffico traghettistico e crocieristico, percorsi pedonali e spazi ricreativi, restituendo la viabilità strettamente urbana e concorrendo a risolvere la questione dell’intermodalità.
Il progetto della stazione costituisce un tassello nella previsione di nuove attrezzature e la proposta nel suo insieme si pone dunque alla scala del town-design nell’individuazione di tre direttrici di intervento:
- l’ipotesi di sviluppo di un sistema di traffico intermodale gomma-ferro-acqua
- la collocazione di servizi e funzioni a scala plurima di carattere terziario, culturale, ricettivo e commerciale
- la costituzione di un Parco urbano, collegato ad una fascia verde di rispetto tra la strada urbana e la Cinta ottocentesca del Dazio
- la dotazione di parcheggi, pubblici a verde e di servizio al complesso, parcheggi di sosta presso le banchine di imbarco

Sul Bacino Firenze ci troviamo a nord-ovest del quartiere storico della Venezia Nuova, proprio dove la città originaria si affacciava sul mare.
Il porto è rimasto per tanto tempo precluso alla fruibilità cittadina e l’accessibilità fisica e visuale del quartiere di waterfront costituisce il presupposto per trasferire i valori di un chiaro senso del luogo e della sua identità in una struttura urbana con collegamenti pedonali e spazi ricreativi che crei una diversità di episodi architettonici non disgregati, ma riuniti in un disegno unitario e riconoscibile.
Questi principi progettuali sono stati portati avanti sempre nel confronto con i caratteri della città storica, con la sua morfologia, la sua complessità e promiscuità di funzioni, la compattezza che le conferisce quella particolare vivibilità, ma sempre con l’occhio alla scala particolare di questo luogo e quindi alla presenza dell’acqua ed alle funzioni connesse alla specifica vocazione portuale.
Il complesso progettato si apre alla circostante realtà urbana con assi generatori che derivano longitudinalmente dalla geometria delle banchine sul Bacino Firenze e il limitrofo Bacino Cappellini (dove si trova la stazione marittima attualmente in disuso e da ricuperare) dalla spezzata della Cinta Daziale e dall’asse del pentagono del centro storico che corre in direzione nord-est e sud-ovest , immettendosi sulla piazza sopraelevata.
Il quartiere nasce su una sostruzione, bagnata da canali artificiali navigabili con barche di piccola stazza, soluzione che nasce anche dall’esigenza funzionale di ricavare spazi e parcheggi di servizio non invasivi e per creare dei percorsi pedonali che colleghino gli edifici in una struttura continua. Lo zoccolo dei muraglioni, nei quali sono ricavati i portici, le banchine, come accadeva per i magazzini del quartiere storico della Venezia Nuova, allude alla presenza delle vicine fortificazioni e alle dighe foranee dei porti, al “camminamento di ronda” del vicino Porto Mediceo. Facendo passeggiare i visitatori ad una quota di 4 metri si cerca di mediare la scala tra l’uomo e le navi che trafficano nel bacino.
Il complesso edificio che ospita in sequenza la stazione ferroviaria e marittima, con gli uffici e i diversi servizi, il centro commerciale e gli spazi per mostre, possiede dal lato del bacino un’altra grande piazza a quota 4 m sopra il parcheggio e che funziona anche da piattaforma di imbarco.


Il nuovo quartiere sul Bacino Firenze è allineato longitudinalmente con il bacino stesso e corre ortogonalmente all’asse del “pentagono cinquecentesco”del centro storico sul quale si allinea la piazza e a cui si attesta a sua volta la simbolica porta, ruotata secondo la direzione della Cinta Daziaria. Sulle due direttrici sono disposti i fronti dell’edificio a nord, con la piazza detta “Piazza delle Lanterne” ed il parcheggio a verde rispettivamente. Si enfatizza il carattere pubblico degli spazi, con un grande atrio aperto verso le lanterne, sulla diramazione del canale che si immette nella piscina. Verso la città si trova il braccio che ospita il Museo dei Modelli Navali.
L’altro edificio che chiude la piazza ha funzione espositiva e ospita il teatro; si trova all’incontro tra l’asse che taglia la Venezia e la linea di costa, costeggiato da una strada a traffico limitato. Dirimpetto al porticato e camminamento in quota che chiude l’isolato si trovano i Magazzini sul Canale, ricavati nello zoccolo dell’edificio vicino e a cui si attesta il “Bullone di Pietra”.
Il blocco a corte interna ospita uffici pubblici, privati e dell’Autorità Portuale, la Galleria del Binocolo con gli spazi commerciali, i Magazzini sul Canale. Dal lato opposto del fosso, ortogonale al bacino, il blocco con l’auditorio e l’albergo. Alla testa del complesso ricettivo, in condizione di usufruire del servizio acqua-taxi, si trova il faro che, opposto al Mastio della Fortezza Vecchia, segna un'estremità del fosso che si immette nel quartiere.
Il complesso si presenta come una struttura compatta, seppur differenziata nei suoi elementi; una scelta di questo tipo ha permesso di privilegiare proprio i collegamenti pedonali che, cingono gli edifici e inducono a visitare gli spazi e a “catturare” visuali del porto e delle sue emergenze.


Le diverse attività creano una situazione urbana vibrante, mescolando ospiti degli alberghi, turisti in crociera, clienti dei negozi, visitatori del centro convegni, commercianti, impiegati, cittadini, perdigiorno.
Tra la Fortezza e il quartiere, la penisola verde del parco , come accade per la fascia verde lungo le mura del Dazio, fa da cuscinetto tra vecchio e nuovo, con spazi di rispetto per le vicine preesistenze storiche, mediando il rapporto tra il fronte d’acqua e il cuore del quartiere storico e dell'intera città.
Il nostro compito, oggi, è forse quello di reinterpretare la complessità delle città moderne con i loro specifici aspetti funzionali, senza perdere i principi ed i caratteri degli insediamenti storici. La città moderna non può vivere senza le reti che la nutrono e al tempo stesso a volte la soffocano e nel caso specifico delle città portuali si tratta anche di sfruttare quegli aspetti funzionali, legati alla mobilità, all’insegna di un nuovo modo di sdrammatizzare il dinamismo moderno e l’evoluzione, integrandoli con l’aspetto ludico, ricreativo.


 

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Ideazione e realizzazione Airaldi Giacomo - Luogo di pubblicazione: Italia - Hosting by: Aruba.it- Update: 5 Marzo, 2005